Come abbiamo visto in precedenza, la parola caso deriva dal latino casus (caduta) .
Nella lingua greca il caso era reso dalla parola τύχη (tiche), ne abbiamo testimonianza in un frammento di Leucippo che recita:
«Il cosmo, allora, si costituì configurandosi secondo una figura ricurva in questo modo essendo gli atomi soggetti a un moto casuale e imprevedibile.»
Nella lingua greca la parola caso intende non solo il concetto di casualità, ma anche di inevitabilità, concetto ripreso in un passo dell'Aiace di Sofocle:
«Aiace, mio signore, non c’è per gli uomini un male più terribile
della sorte cui non è possibile sfuggire»
Vediamo inoltre che il concetto di tiche è stato soggetto a numerosi cambiamenti nel significato, ruolo e importanza nella società: in Archiloco è una forza impersonale sottoposta al destino (Moira) che può travolgere la vita degli uomini, in Esopo la Tyche è una divinità con una propria volontà, capace di portare splendidi doni, in Tucidide è un elemento inaspettato, incalcolabile e imprevedibile, secondo Menandro la Tyche regna sovrana, affianca costantemente gli uomini e già sa quel che dovrà accadere e così via.(Wikipedia)
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